Comune di Aci Sant'Antonio

Le sue origini risalgono al Medioevo ma il suo attuale assetto è il risultato di numerose eruzioni dell’Etna e di terremoti che ne hanno profondamente cambiato l’aspetto.

Il paese è adagiato sulle pendici sud-orientali dell’Etna, sul ciglio di un ripiano lavico, a 4 km dalla costa ionica. Nell’ultimo trentennio la popolazione si è quasi triplicata. Insieme agli abitanti sono cresciute in maniera esponenziale anche le attività commerciali.

STORIA

Le sue origini risalgono al Medioevo ma il suo attuale assetto è il risultato di numerose eruzioni dell’Etna e di terremoti che ne hanno profondamente cambiato l’aspetto. Il cosiddetto “Borgo di Casalotto, poco distante dall’attuale centro urbano, sorgeva nel 1169. In seguito a una forte eruzione, accompagnata da violente scosse di terremoto, gli abitanti lasciarono la costa e si ritirarono in queste contrade ricche di boschi e di abbondante legname. Nel 1408 anche il piccolo borgo fu minacciato da una colata lavica che si fermò poco distante. Da questo episodio deriva la devozione a Sant’Antonio Abate, diventato patrono e protettore del luogo. E’ vicino alla chiesa dedicata al Santo che gli abitanti, infatti, si radunarono per invocare aiuto e protezione. L’11 gennaio del 1693 un terribile terremoto, di proporzioni mai registrate, distrusse l’intera Sicilia orientale e fece registrare numerosi morti. Tutte le chiese furono abbattute, ad eccezione di quella dei Padri mercenari. Aci Sant’Antonio deve al principe Riggio la sua ricostruzione.

CULTURA

Il 1700 è considerato il secolo d’oro per Aci S. Antonio. In questo periodo pittori, scultori, architetti, importanti mastri d’opera si avvicendano per la ricostruzione e l’abbellimento dei maggiori edifici. Opere pregevoli nate in questi anni sono la chiesa di S. Antonio Abate, quelle di S. Biagio e di S. Michele arcangelo, il palazzo Reggio Carcaci, il palazzo Puglisi, il palazzo Gagliani. Nel corso dell’800 la ricca borghesia terriera si consolida sviluppando attività con la vicina città di Catania. Largo impiego nel commercio ha il carretto siciliano, ornato da esperti mastri carradori.

BENI PAESAGGISTICI

Tra i beni di maggiore interesse naturalistico c’e’ il Bosco di Santa Maria La Stella che fa parte del più vasto “Bosco di Aci”. La sua importanza deriva dal fatto che si tratta dell’ultimo della fascia pedemontana che presenta una simile estensione e continuità ambientale. Il luogo è sottoposto a tutela dall’Unione Europea quale Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.).

PRODOTTI TIPICI

L’economia del paese è basata principalmente sull’agrumicoltura, il limone verdello in particolare, e sulla viticoltura. Numerosi anche gli allevamenti equini e ovini. Soprattutto negli ultimi decenni si sono affermate aziende enologiche e alimentari. Tuttavia il punto di forza resta l’artigianato. Aci Sant’Antonio è l’ultimo comune della provincia di Catania a produrre carri, carrozze e oggetti in pietra lavica.

MANIFESTAZIONI

Tra gli eventi piu’ attesi dalla popolazione e dai turisti la festa del Patrono Sant’Antonio Abate il 17 gennaio e, in estate, le celebrazioni del 17 agosto; il Premio del Carretto siciliano inserito in una maratona culturale di tre giorni dedicata all’artigianato locale e alla promozione dei prodotti del territorio; la sagra della melenzana; lo street food, l’ultima settimana di giugno e la Primavera in musica.